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    LA STORIA DELL'I.T.C.G. L. EINAUDI DI DOMODOSSOLA

    Luigi Einaudi

    Il 25 agosto 1962 il Ministero della Pubblica Istruzione dispose che dal primo ottobre seguente funzionasse a Domodossola, come sezione staccata dell'Istituto "Contardo Ferrini" di Verbania, un corso completo di tutte e cinque le classi del Tecnico per Ragionieri. Fino allora l'istruzione superiore pubblica dell'Ossola era rimasta limitata alla scuola professionale nata per legato di Gian Giacomo Galletti.(1) Ma negli anni in cui si registrava un generale e marcato incremento produttivo, anche nella nostra valle era sentito il bisogno di tecnici qualificati, capaci di diventare parte del cosiddetto "miracolo italiano": di quel grandioso fenomeno, cioè, destinato a trasformare l'Italia da Paese agricolo a potenza industriale.

    La necessità di fondare un indirizzo commerciale di Stato si era presentata improvvisa, alla fine dell'anno scolastico 1961-2, quando le suore rosminiane avevano comunicato l'intenzione di chiudere il corso di Ragioneria "per signorine" che funzionava da qualche anno presso il loro collegio. La decisione - che sarebbe stata attuata da subito e senza eccezioni per le classi già avviate - era stata presa perché il recente riordino degli Istituti Tecnici imponeva di potenziare talune materie e, soprattutto, rendeva obbligatorio nella pratica didattica l'uso di costose macchine calcolatrici contabili. L'onere che ne sarebbe venuto era giudicato tale da non essere sopportabile neppure con un sensibile aumento delle rette.

    La decisione inopinata allarmò i genitori. Le loro figlie avrebbero potuto continuare gli studi solo a Verbania o - peggio - ad Arona, una prospettiva che né le distanze né i modelli sociali del tempo potevano rendere ben accetta. Della questione fu immediatamente investito il Consiglio comunale nella seduta del due luglio, con l'interpellanza dei consiglieri socialdemocratici Marino e Zanzi.(2) La maggioranza di centro sinistra che governava Domodossola si era insediata da pochi mesi soltanto, presieduta dal sindaco Edgardo Ferrari. Gli amministratori non persero tempo. Cercarono anzitutto di far recedere le suore dal loro proposito, promettendo d'intervenire con 400.000 lire, che si sarebbero aggiunte ai soldi offerti dalla Provincia. Ma la controparte fu irremovibile: ciò non mancò di suscitare qualche polemica nel palazzo di città, mentre il foglio laico Risveglio Ossolano, non dissimulando la propria irritazione, arrivava a parlare di "serrata".(3)

    A questo punto c'era da appigliarsi a un'altra soluzione: invitare i Padri Rosminiani ad accogliere le alunne rimaste senza scuola. Il Collegio Mellerio Rosmini, infatti, gestiva dal 1945 un corso maschile per Ragionieri, ben organizzato sia sotto il profilo dei macchinari sia sotto quello dei docenti. Ma anche i Padri risposero con un non possumus tutt'altro che sorprendente per i tempi. L'ipotesi di classi miste pareva loro inaccettabile; la tradizione non lo prevedeva. Procedendo per marce forzate, il sindaco guidò allora un'azione che vide uniti Municipalità, uomini politici "opportunamente" (4) interessati e autorità scolastiche locali. Il primo passo fu fatto nei confronti della Provincia, l'ente che per legge si sarebbe dovuto far carico delle strutture e del loro mantenimento; la risposta fu però negativa, mancavano i fondi necessari. Non restava che una strada. Se il corso per Ragionieri era una delle premesse indispensabili allo sviluppo economico e sociale dell'Ossola, stante il suo "carattere commerciale",(5) bisognava che la comunità pagasse "tutto" con i propri soldi, "dall'edificio, alla gestione".(6)

    La Giunta municipale, di conseguenza, con delibera del 10 luglio, "si determinava" (7) di rivolgersi direttamente al Ministero, che nel giro di poche settimane fece giungere la risposta auspicata. Nella seduta del 10 settembre gli amministratori comunali, riuniti in seduta straordinaria, appresero che Sindaco e Giunta avevano avviato una trattativa con i Padri Rosminiani e che questi avevano proposto "di cessare del tutto il loro corso per Ragionieri e di affittare all'Amministrazione Comunale i locali già adebiti allo scopo".(8) Il Comune s'impegnava anche ad acquistare il materiale didattico del quale il collegio maschile era dotato, comprese "le macchine calcolatrici e dattilografiche". L'approvazione unanime fece continuare ed andare in porto le trattative. Dopo pochi giorni incominciarono le lezioni per 251 futuri ragionieri.(9) Col Decreto n.1722 dell'8 giugno 1965 l'Istituto acquistò l'autonomia; nel maggio 1967 il Collegio dei docenti ne proponeva al Ministero l'intitolazione all'economista Luigi Einaudi.(10)

    L'offerta formativa dell'Istituto si è andata evolvendo insieme al territorio ossolano. Man mano che il mercato richiedeva particolari profili professionali si è arricchita di nuovi corsi: quello per Geometri (1979), per Programmatori (1990) e - ultimo nato - l'ITER, l'indirizzo turistico istituito nel settembre 2002. L'attenzione alle vicende economiche e alle necessità professionali del territorio è testimoniata anche dal continuo aggiornamento dei programmi, con l'adesione al Progetto IGEA (oggi non più sperimentale ma d'ordinamento), al Progetto CINQUE e MERCURIO, che formano rispettivamente le nuove figure di Ragioniere, Geometra e Programmatore: professionisti in grado di agire in diversi campi, con gli strumenti richiesti dall'evoluzione delle tecnologie informatiche e con una rafforzata preparazione di base. L' Einaudi ha maturato una lunga esperienza anche nel campo dell'istruzione destinata agli adulti attivando i corsi serali fin dal 1973-74. Da ormani qualche anno, dopo un'interruzione relativamente breve, con il Progetto SIRIO sono tornati a funzionare i corsi serali per Ragionieri, rivolti a coloro che, privi di diploma, intendono qualificare o riconvertire la loro identità professionale o semplicemente evitare il rischio dell'emarginazione rispetto a una realtà economica molto complessa, e dunque sempre più esigente anche sotto il profilo culturale.

    (1) Domodossola nel Novecento, a c. di F. Piola Caselli, Grossi, Domodossola 2001, pp.124-129

    (2) Risveglio Ossolano, Domodossola 4 luglio 1962, n. 26; 29 agosto 1962, n. 31

    (3) Ibidem, Domodossola 5 settembre 1962, n.32

    (4) Ibidem, Domodossola 14 settembre 1962, n.26

    (5) Il Popolo dell'Ossola, Domodossola 20 ottobre 1963, n.36

    (6) Risveglio Ossolano, Domodossola 3 dicembre 1964, n.47

    (7) Il Popolo dell'Ossola, Domodossola 14 settembre 1962, n.26

    (8) Risveglio Ossolano, Domodossola 12 settembre 1962, n.33

    (9) Il Popolo dell'Ossola, Domodossola 9 ottobre 1964, n.39

    (10) Il Popolo dell'Ossola, Domodossola 26 maggio 1967, n.21


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